Il Libretto bianco: cento pagine di silenzio, dalla censura alla pubblicazione
September 3, 2026
C’è voluto un anno e una lunga battaglia contro la censura, che abbiamo vilmente perso, prima di poter pubblicare quest’opera unica, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E così da oggi La Cosa Editrice arricchisce il suo catalogo con il noto Libretto bianco di Mau Mau.
Mau Mau non ha certo bisogno di presentazioni, per cui non lo faremo. Anzi no, va bene, che poi qualcuno magari si lamenta e dice che non diamo informazioni complete. Mau Mau, all’anagrafe Mauritio Mauriti, è sociologo, attivista comunista, autore del fortunato saggio C’erano una volta i Mau Mau. Protagonista ancora in fasce della lotta contro il dominio britannico in Kenya negli anni Cinquanta, si è trasferito da bambino in Sicilia con i genitori, dove ancora vive, sebbene non ha mai rivelato il luogo di residenza ai numerosi visitatori che lo vanno a trovare quasi ogni giorno. Ma la sua notorietà nel campo dell’editoria si deve proprio al suo Libretto bianco, sebbene sia circolato sempre clandestinamente e solo oggi arrivi finalmente alle stampe, grazie – dobbiamo ammetterlo non senza un pizzico di orgoglio – al nostro impegno. Impegno che avevamo assunto col nostro autore e col pubblico ormai tre anni e mezzo fa, quando ci ritrovammo a parlare insieme a Mau Mau alla Conferenza sugli studi etico-politici della città di San Forenzio al Monte, in provincia di Marossa.
Di cosa parla, in teoria
Non lo sappiamo. Non lo sa nessuno. E se Mau Mau certamente lo sa, si rifiuta di farne menzione. Leggiamo, dalla sua prefazione all’opera: “Non scrivo questa premessa per raccontare cosa contenessero quelle pagine. Non lo farò, non perché non lo ricordi, ma perché ogni tentativo di riscriverle tradirebbe ciò che erano: un pensiero maturato in un momento preciso, per un pubblico preciso, con un rischio preciso. Ricostruirle oggi, al sicuro, significherebbe mentire”. Sappiamo solo che il libro trattava, prima che qualcuno decidesse diversamente, di un pensiero “abbastanza pericoloso da dover essere eliminato per intero“, come rivela l’autore poche righe dopo. Non ridotto. Non corretto. Eliminato. Cento pagine, tutte bianche, tutte vendute allo stesso prezzo delle pagine scritte, corredate di intestazione e numero di pagina che ne impreziosiscono il contenuto.
Un’opera tanto magistrale quanto inutile
È il titolo che la nostra redazione ha dato alla propria nota di presentazione, e non è un titolo ironico, iperbolico: è, molto semplicemente, la descrizione più onesta che siamo riusciti a scrivere. Ci siamo permessi di paragonare l’operazione al Bianco su bianco di Malevič, salvo poi ammettere, sempre nella stessa nota, di non avere la più pallida idea se pubblicare un libro fatto di sole pagine bianche avesse senso. Lo abbiamo fatto lo stesso. Andava fatto.
Anche perché a difendere il libro, stavolta, non ci siamo messi solo noi. Il critico Fabrizio De Angelis firma la postfazione dal titolo più che eloquente Quando il potere cancella un libro e quel libro diventa storia. E, nel farlo, inserisce Il Libretto bianco nella tradizione dei grandi libri censurati, da Il dottor Živago all’Ulisse di Joyce, con l’aggravante (o il pregio, dipende dai punti di vista) che qui non è sopravvissuto nemmeno un samizdat: nessuna copia clandestina, nessun frammento, nessun appunto a margine. Solo il vuoto, restituito integralmente, e proprio per questo traboccante di senso. Come scrive proprio De Angelis, “è precisamente in questa incertezza irrisolvibile, in questo vuoto che nessuna filologia potrà mai colmare, che il libro trova la sua unica, paradossale forma di compiutezza“.
Il verdetto
Non possiamo dirvi se sia un capolavoro, perché letteralmente non c’è niente da leggere per scoprirlo. Possiamo tuttavia dirvi, lasciandovi entrare nelle cucine de La Cosa Editrice, che è stato e, con ogni probabilità, sarà il libro più rapido della nostra collezione come tempi di impaginazione, ma anche, saltando oltre la barricata invisibile che ci divide, il più rapido da leggere, nonché l’unico per cui la recensione è certamente più lunga del contenuto stesso.
Il Libretto Bianco è ora disponibile, con tanto di titolo e copertina, nel nostro catalogo.